I  mammiferi sebbene, in termini evolutivi, siano molto vicini a noi non possiamo dire di conoscerli appieno. Molti studi sono stati eseguiti ed altri vengono continuamente condotti, soprattutto nei paesi anglossasoni, al fine di comprendere maggiormente le dinamiche di popolazione, la competizione intra ed interspecifica, l'etologia nell'ambito di questa classe. Capire quanto l'uomo con le sue attività possa impattare su una determinata specie, ci può permettere in futuro un approccio eco-sostenibile più mirato al fine di garantire sia le attività umane sia la conservazione della specie stessa.
I mammiferi, in paesi come l'Italia dove la pressione demografica e la distruzione degli habitat boschivi è sempre maggiore, registrano dati preoccupanti sulla loro conservazione: la riduzione delle dimensioni degli habitat, la presenza di cani rinselvatichiti, l'utilizzo di prodotti chimici in agricoltura rischiano di portare alcune specie all'estinzione. Attualmente in Italia sono stati attuati piani di reintroduzione con esiti positivi per diverse specie: lupo (Canis lupus), camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata), la lince.
Di altri mammiferi, dato il loro comportamento molto elusivo, ci è dato poco da sapere: un esempio per tutti è il gatto selvatico (Felis silvestris). Quasi niente si conosce sul suo stato demografico, ma sappiamo benissimo che è tra le specie a rischio di estinzione essendo troppo vincolato ad un habitat (boschivo) sempre più spesso danneggiato.