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Osservare i pianetiUna delle esperienze più entusiasmanti per chi voglia conoscere il Cielo Stellato è mettersi in caccia dei Pianeti del Sistema Solare. In effetti di vera e propria “caccia” si può parlare, perché i pianeti, a differenza delle stelle fisse, che appunto sono fisse in cielo (cioè mantengono – eccetto variazioni impercettibili - la stessa posizione tutti gli anni), si muovono seguendo il proprio moto di rivoluzione intorno al Sole. Per tale motivo non vengono descritti sulle mappe e gli atlanti stellari su supporto cartaceo, ammenocché non siano specificatamente realizzate per determinare con esattezza il cielo ad una certa data ed ora. Ovviamente con mappe ed astrolabi su computer tale problema viene facilmente risolto. Un’altra fonte di notizie per sapere quando ed in che zona di cielo trovare i pianeti sono i siti web astrofili (ad es.: Archivio Cielo del Mese ), oppure il TELEVIDEO RAI, pag. 572 e seguenti. I pianeti non brillano di luce propria, bensì riflettono quella della nostra stella Sole. Per cui si dice che hanno un “albedo”, espresso in percentuale. Il pianeta con albedo più elevato (10% circa) è Venere, che essendo coperto da una spessa coltre di nuvole acide ma biancastre, riflette molta luce e per questo appare bianchissimo e rilucente, riuscendo a bucare la luce dell’aurora (“stella del mattino”) e del vespro (“stella del tramonto”). Gli altri pianeti che si vedono facilmente ad occhio nudo o al binocolo (gli altri spesso è difficile osservarli anche usando un telescopio), oltre Venere, sono Giove, Marte e Saturno. Giove è il pianeta più grande del sistema solare, è un gigante fatto per la maggior parte di gas giallo-rosati che racchiudono un piccolo ma pesante nucleo solido. Le sue dimensioni fanno si che risplenda chiaramente in cielo come una grossa stella giallastra. Il bello è che possiede anche molti satelliti (finora gliene sono stati attribuiti 21), ma 4 sono i più famosi, perché furono osservati per la prima volta con un telescopio da Galilelo Galilei (di cui quest’anno ricorre il quarto centenario). Nonostante egli li abbia dedicati alla famiglia Medici, per ringraziarli del loro sostegno ai suoi studi (per cui sono detti anche “medicei”), in onore del padre della teoria della scienza sperimentale tali satelliti sono stati definiti “galileiani”. Essi sono stati chiamati (in ordine di distanza da Giove): Io, Europa, Ganimede, Callisto. Galilei iniziò le sue osservazioni a partire proprio 400 anni fa, ma fu il 7 gennaio 1610 che stabilì che quei corpi celesti dovevano per forza ruotare intorno a Giove. Ciò oggi appare ovvio, ma allora si credeva ancora che la Terra fosse il centro del cielo. Le sue osservazioni – dimostrando che non tutti gli oggetti stellari orbitano intorno alla Terra - furono un forte punto a favore della teoria eliocentrica di Niccolò Copernico. Chiunque può osservare uno o più di questi satelliti, e rivivere quindi l’emozione del padre della teoria sperimentale della scienza. Basta usare un binocolo, dato che gli attuali sono di poco inferiori al cannocchiale (più che un vero telescopio) usato da Galilei appunto esattamente 400 anni fa. Se osservate Giove giorno per giorno, troverete delle forti differenze fra il numero dei satelliti che vedrete, poiché essi ruotando intorno al pianeta gigante che li tiene catturati, svolgono una vera e propria danza ritmica in orbita: per effetto del loro moto di rivoluzione ora ne vedrete due, a volte nessuno, a volte tutti e quattro. E’ piuttosto raro “beccarli” tutti insieme allineati da un solo fianco del Pianeta Padre, frequente invece trovarli 1+3, cioè Io da un lato, e gli altri tre dall’altro. Giove ed i satelliti galileiani appariranno al binocolo o a un piccolo telescopio come un bel dischetto giallastro e fulgido (non un punto, come le stelle fisse) illuminare di luce riflessa alcuni piccolissimi puntini intorno a se. Se state osservando nel mese di luglio 2009, sullo sfondo, in “alto a sinistra” noterete un puntino come di stella: è Nettuno, in questo mese “allineato” in congiunzione con Giove. La notte del 10 luglio scorso i due pianeti si sono “congiunti” con la Luna. Un evento romanticamente emozionante, quasi da “le due lune”, che si ripeterà, attenuato, la sera del 06/08/09. TUTTI I PIANETI “SORGONO”, “TRANSITANO” E “TRAMONTANO” all’incirca sul piano dell’ECLITTICA, che è il percorso del Sole nel Cielo Stellato. Quindi è la che dovete cercare quelle che sembrano grosse stelle, ma che poi scoprirete giorno per giorno, mese per mese cambiare continuamente posizione, chi più lentamente, chi più velocemente. Quindi cercate di notare se in mezzo a delle stelle che non cambiamo mai posizione (a parte il loro ruotare in senso “antiorario” nel corso della notte ed essere più o meno “alte” a seconda delle stagioni) ve n’è qualcuna, magari giallo-rossiccia (Marte,Giove) e sempre e comunque più “brillante” delle altre (Venere, Saturno) che però muta sensibilmente le sue distanze dalle altre, cioè quelle “fisse”. Sull’ECLITTICA troverete tutte le 12 costellazioni dello Zodiaco (a cui va aggiunta Ofiuco, il Serpentario). Nel Sagittario (che si trova a SUD, basso sull’orizzonte alle ns. latitudini) si trova il centro della nostra Galassia, la Via Lattea, per cui cercando col binocolo in tale costellazione troverete i più noti e affascinanti “oggetti del cielo profondo” (DSO, deep sky objects). L'ECLITTICA è il cammino apparente che il Sole traccia nel cielo durante l'anno. Mentre sembra muoversi nel cielo in relazione alle stelle, il cammino apparente si allinea con i pianeti nel corso dell'anno. L'eclittica, più esattamente, è l'intersezione della sfera celeste con il piano d'orbita terrestre (piano eclittico). Può anche pensarsi come un cerchio massimo della sfera celeste percorsa dal Sole nel suo apparente moto annuo. Il piano d'orbita terrestre è il piano geometrico su cui giace l'orbita della Terra ed è anche chiamato piano dell'eclittica. Il nome eclittica deriva da eclissi, poiché le eclissi di Sole avvengono naturalmente su di essa. Il piano eclittico andrebbe distinto dal piano eclittico invariabile, che è perpendicolare alla somma vettoriale dei momenti angolari di tutti i piani orbitali planetari, di cui Giove è il principale contributore. Attualmente il piano eclittico è inclinato rispetto al piano eclittico invariabile di circa 1,5°.
Come trovare l’eclittica? Semplice: memorizzate di giorno il percorso del Sole in cielo. Costruite i vostri punti di riferimento, meglio se quelli reali del vostro punto di osservazione notturna, ed il gioco – grossolamente, s’intende – è fatto. Per avere però orari e date più esatte della posizione dei pianeti, il web è pieno di astrolabi elettronici.
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Appunti di Astronomia
a cura di Sergio Vetta



