Gli insetti (Esapoda) senza dubbio rappresentano il taxon che ha riscosso il più elevato successo evolutivo da quando è comparsa la vita sul nostro pianeta. Si sono adattati, evoluti, differenziati ed in pochi milioni di anni hanno conquistato gran parte delle terre emerse e delle acque (a differenza del mare dove sono state trovate una manciata di specie).
La loro variabilità è straordinaria: conosciamo circa 1 milione di specie di cui ben 300.000 sono coleotteri. Anche l'Italia non si difende male in quanto a numero di insetti considerando il fatto che su circa 57.000 specie 37.000 sono insetti. Apparentemente niente sembra minacciarli direttamente, anche se negli ultimi anni è stata stilata una lista delle specie animali tra cui compaiono diverse specie di insetti minacciate di estinzione. Le cause sono molteplici: il traffico indiscriminato di individui sia morti sia vivi, la distruzione di habitat, l'introduzione di specie alloctone, l'utilizzo di pesticidi, erbicidi ed altri prodotti nocivi. L'unica arma a loro disposizione è la strategia riproduttiva di tipo "
r" che predilige la produzione di elevate quantità di uova. Ciò non deve giustificare però le strategie messe in atto dall'uomo, che continua a portare sull'orlo dell'estinzione sempre più specie, molte delle quali sconosciute alla scienza. Per ogni specie che scompare si altera in qualche modo l'equilibrio naturale, spesso con risvolti molto più gravi di quanto ci si aspettasse.
Pensate cosa potrebbe succedere se lo stercorario abbondante in tutta l'Africa dovesse scomparire. Nessuno immagina quanta importanza a livello igienico-sanitario possa avere un coleottero di pochi cm che è in grado di seppellire (e nutrirsi con calma), durante l'anno, kg e kg di sterco. Una sua scomparsa per mano dell'uomo sarebbe un preludio ad un crescendo di epidemie per un intero paese già devastato.
E che dire delle api africane importate in Messico e che in breve tempo hanno raggiunto i confini statunitensi? Queste, differentemente dalle api mellifere, non producono miele, ma si impossessano semplicemente dell'alveare fino a consumarne le scorte. Pensate ai danni provocati agli apicoltori. Questi sono solo alcuni degli esempi di quanto una gestione deficitaria dell'ambiente può comportare.
Attraverso una serie di schede, in continuo aggiornamento, cercheremo di scalzare quel velo di diffidenza e spesso disprezzo che continua a celare le meraviglie di questo mondo in miniatura.